Giovedì 28 Gennaio 2010
902 Km da Roma a Schechen (D)
Partenza per L'Elefantententreffen
Venerdì 29 Gennaio 2010
204 Km da Schechen a Solla (D)
Sabato 30 Gennaio 2010
438 Km Da Solla (D) a Bressanone (I)
Domenica 31 Gennaio 2010
707 Km da Bressanone a Casa Roma
Venerdì 29 Gennaio 2010- secondo giorno -
54° Elefantentreffen
da Schechen – (D)
alla Buca Solla (D)
Km 204
Si va in buca
Ieri sera mi sono addormentato con la Tv accesa. Avevo richiesto la sveglia alle 0800 ma sono le 0730 e sono già sotto la doccia. Chiamo a casa Luca per andare a scuola, nel frattempo squilla la sveglia e scendo a fare colazione. Ad aspettarmi ci sono dei strani salcicciotti spalmabili, mentre i panini sono ancora caldi, con mille semini sopra.
Faccio una ricca colazione e risalgo in camera per prepararmi.
Lascio la gasthouse
Scendo con i bagagli, pago i 45 euro per il pernotto saluto carico la moto e mi incammino.
Sono le 0915 e la notte fortunatamente ha nevicato poco. Il primo km è un po’ difficoltoso perchè nel paese non è passato lo spazzaneve, mentre sulla statale le cose migliorano. Cammino sugli 80 km/h e fatti una ventina di Km mi sorpassa una colonna di una decina di moto, dove chiudeva la fila un Bourgman 650 scooterone. Erano tutti italiani diretti a Solla ognuno che passa mi saluta con la gamba e io mi accodo a loro. Facciamo una bella colonna lunga un paio di 100 metri, e mentre viaggio mi prende un senso di commozione. All’interno del mio casco scendono due lacrime che si ghiacciano per il freddo. La cosa a cui penso è che loro sono riusciti a mettere in fila 10 moto per l’elefante mentre io viaggio in solitaria.
Li riprendo sull’autostrada
Camminano a 100 sulla statale che lo permette , ma la mia andatura è 10 / 20 km inferiore. Faccio fatica a stargli dietro, più che altro non mi sento sicuro. Le strade sono ghiacciate, così approfitto di un distributore e mi fermo a fare il pieno. Mentre mi fermo inizia a nevicare, una leggerissima neve che mi porto fino a Landshut dove poi imbocco un’altra volta l’autostrada. Questa autostrada è nota per la mancanza di distributori, tra Monaco e Passau non c’è un distributore neanche a pagarlo. Ho fatto i miei conti ho 180 km di autonomia e posso tranquillamente arrivare a Passau pertanto sono tranquillo. Strada facendo riprendo la colonna delle moto che avevo lasciato sulla statale. La loro media in autostrada era inferiore a 120 e io viaggiavo a 150 tanto che li ho sorpassati.
L’autostrada scorre tranquilla sotto le ruote della dea, dovevo uscire alla 113 uscita e stavo quasi per arrivarci.
Ultimo rifornimento prima della Buca
Vedo un cartello di benzina alla 112° uscita che era 2 km fuori, esco e faccio il pieno e rientro in autostrada. Proseguo per l’uscita 113 come indicavano gli amici della rete che mi avevano preceduto gli anni scorsi. E’ forse la più breve per arrivare ma forse la meno, curata dai mezzi spazzaneve in caso di nevicate . Mi inizio ad arrampicare per le strade, e una leggerissima neve inizia a scendere. Mi rincuoro, perchè il tom tom indica poco più di 3 km all’arrivo. Ma era un punto indicato da un precedente centauro che aveva dormito in buca ma non era l’arrivo. Inizia a nevicare più forte e affronto una leggera salita, la strada è sempre più bianca e alcune moto sono accostate al ciglio della strada. Sono in prima con i piedi in terra, la moto perde velocità e bisogna accelerare. E’ la prima volta che guido sulla neve e oplà la ruota dietro va per la tangente e io lascio cadere la moto a terra.
le catene posticce mi hanno salvato
Subito un paio di motociclisti anche loro caduti in terra in precedenza si precipitano ad aiutarmi, rialziamo la moto e discutiamo sul da farsi. Scopro che i 1,6 km che mancano non sono veritieri forse il tom tom indica una strada impraticabile, e ci sono ancora 5 km all’arrivo. Lo spazzaneve è passato 45 minuti fa e non si prevede un altro passaggio fino a domani mattina, che si fa? MONTIAMO LE CATENE. Premetto che due giorni prima, Lunedì mattina per la precisione ho acquistato da Leroy Merlin una busta di fascette a strappo da 1 x 59 cm e due metri di catena. Con esse ho fatto delle catene posticce che sono durate
solo un paio di km, perchè si sono spaccate per il freddo che ha gelato la plastica. Fortunatamente però mi hanno tolto da una difficile situazione. Percorro gli ultimi 5 km in coda a un gruppo di tedeschi, e alle 14,15 sono a quello che pensavo fosse l’arrivo.
Due km a piedi prima della Buca
Arrivo che il contachilometri sengna 37352, appunto le coordinate sul quaderno di viaggio 48°48’33”N 13°18′ 02”E. Inizio a cercare un posto vicino all’entrata in fila tra le moto già presenti. C’è un gran caos, gente a piedi, sidecar che si incrociano in uno stradello innevato in cui non ne passerebbe neanche uno. Inizio a vedere moto che scaricano slittini e bob e mi domandavo cosa ci avrebbero fatto. La mia curiosità è stata ben presto accontentata. Ci caricavano il necessario per trascinarlo per i 2 km di strada che mancavano al botteghino di benvenuto e relativo ingresso in buca. Mi è balenata l’idea di portare la moto fino alla buca. Ogni moto diversa da sidecar e qualche enduro con centauri veramente bravi che provava a scendere, si trovava a terra, pertanto ho soprasseduto all’idea.
E’ stato faticoso arrivare in buca
Si a scendere avete capito bene, la strada seppur di poco era tutta in discesa. ll pensiero mi è subito andato al giorno dopo quando avrei dovuto percorrere la strada al contrario in salita. Ho pensato di lasciare tutto sulla moto, scendere prendere la spilla e tornare indietro, ma…………poi cosa avrei raccontato ai nipotini? La neve iniziava a scendere copiosa, e ricordavo che il giorno prima aveva imbrunito alle 1630 e alle 1700 era già notte. Pochi minuti prima la mia moto era a terra e io avevo solo un altro kit di catene fatte, che non mi garantivano il ritorno. Costruisco con la sacca della tenda una specie di slittino con sopra le vettovaglie, Metto anche la borsa della biancheria e il sacco a pelo e me li trascino per 2 km sulla neve.
E’ stata un’impresa ardua e indescrivibile nella fatica, ho impiegato 1 ora ed ero alle 1515 al botteghino dell’elefantentreffen.
Entro in buca
Acquisto con 20 euro un bracciale che da il diritto all’ingresso in buca e con altri 5 euro una pacht in stoffa. Mi danno anche una spilla ricordo, in una bustina che per non perdere metto all’interno di una tasca, sarà l’ultima volta che l’ho vista. (provvederò dimostrando il mio ingresso con il numero del bracciale a farmene spedire un’altra per posta dall’organizzazione). Entro nella buca e cerco un posto vicino all’entrata per non scendere troppo. Noto accanto a una bandiera olandese uno spiazzo. Accanto alla bandiera c’e una pala molto larga, che prendo in prestito e mi faccio uno spiazzo 2×2 per la mia tenda.
Monto la tenda in buca
Stremato nelle forze monto la tenda, dato che lo spazio era esiguo cado nella neve alta e rotolo sopra la tenda degli olandesi. Sono completamente fradicio, di fuori per la neve e dentro per il sudore. I Moon Boot che avevo acquistato per l’occasione erano rimasti a casa, e la tuta della neve l’avevo lasciata nel bauletto della moto. Nella moto avevo anche lasciato la borsa da serbatoio con tutta l’elettronica. Ero pensieroso per l’attrezzatura , ma era impensabile poter portare tutto con me, ecco a cosa servivano gli slittini. Senza più forze, apro il materassino e senza gonfiarlo, colpito soprattutto nel morale, mi abbandono dentro la tenda per riposare. Dalla giacca un vapore saliva sulla tenda, batteva sulla tela e condensava in gocce d’acqua. Ben presto il trasudo e l’abbigliamento da moto fradici, avevano completamente bagnato la tela del materassino. E’ inutile dire che per la stanchezza non avevo comprato la paglia che vendevano come isolante da mettere tra la neve e la tenda. Sarei rimasto così fino all’indomani se i miei angeli custodi non fossero intervenuti. Romanooooooo vieni a scaldarti al fuoco. Non so chi gli avesse detto che ero romano, forse le madonne e le imprecazioni durante il montaggio della tenda. Fatto sta che mi prendono di peso e mi portano al loro fuoco.
Qui è tutto dell’elefante
Io ringrazio per l’ospitalità e racconto che non avevo le forze per comprare la legna e fare un fuoco tutto mio. Loro mi rispondono, Romanoooo qui nella buca niente è di nessuno tutto è dell’elefante anche il fuoco. Qui non c’è nulla di mio e di tuo tutto è di tutti, e così è stato. Vedrai che appena ti riscaldi l’elefante ti coinvolge e la voglia ti torna, parole Sante. Sarà stato per la grappa che avevo io, per il loro Vin brulè. Forse per il Cuba Libre dei bergamaschi, ma erano le due di notte che ancora si cantava. Passano dei ragazzi che erano di Rimini e gli chiedo se conoscevano Abo e Stefano, loro mi dicono ma chi sei Cepro?
Mi hanno trovato tra migliaia di persone
Da non crederci tra migliaia di bikers ubbriachi avevo incontrato gli amici di Abo che mi portavano i suoi saluti. E’ notte ora sono solo nella mia tenda per fortuna non ho aperto in precedenza il sacco a pelo. All’interno della tenda è tutto fradicio, mi spoglio dell’abbigliamento da moto, e mi infilo nel sacco a pelo. Il sacco a pelo regge fino a 9 gradi sotto zero, mi chiudo e uso la borsa laterale della moto come cuscino. Sono veramente stanco, ma ho una prima impellente necessità, pipì. Mentre bevevamo la grappa, un tipo mi disse che l’acqua qui non si usava. Si raccomandava però di non buttare la bottiglia perchè sarebbe stato il mio bagno questa notte. All’ultimo distributore avevo acquistato una bottiglia d’acqua, con il pensiero di avere dell’acqua per cucinare le paste liofilizzate. Capisco l’indicazione dell’amico, ma la sbronza e piccolo buco della bottiglia, malgrado le mie modeste dimensioni, rendevano impossibile l’operazione. Prendo una taglierina che avevo diligentemente portato e taglio il collo della bottiglia appena sotto il tappo. Per fortuna che non ho esagerato nel tagliare perché tra grappa, cuba libre e vin brulè un litro e mezzo l’ho riempito tutto.
Picchioooooooo
Si fanno le 6 della mattina e volente o dolente bisogna svegliarsi. Un tedesco per me ancora ubbriaco, inizia a cantare una canzone, che ritroverò su youtube che, laconicamente diceva PICCHIOOOOOOOOOO. Fa freddo un leggero sole inizia ad albeggiare il mio termometro all’interno della tenda segna -12 ma sono felice perchè ho fatto da solo ciò che a qualcuno quest’anno non è riuscito. Ho conquistato la BUCA.