Travel & Tourism

Giovedì 28 Gennaio 2010

902 Km da Roma a Schechen (D)
Partenza per L'Elefantententreffen

Venerdì 29 Gennaio 2010

204 Km da Schechen a Solla (D)

Sabato 30 Gennaio 2010

438 Km Da Solla (D) a Bressanone (I)

Domenica 31 Gennaio 2010

707 Km da Bressanone a Casa Roma

Sabato 30 Gennaio 2010 - terzo giorno -
54° Elefantentreffen

dalla Buca Solla – (D) 

a Bressanone   (I) 

Km 438 

Rientro dall Elefantentreffen 

La notte è trascorsa meglio del previsto, l’unico problema è stato andare in bagno, che complice la sbronza di ieri sera, è stato necessario per ben tre volte.
Alle 0550 guardo il termometro che segna -12 gradi, pertanto è andata meglio del previsto.
Sono le 0600 e un tedesco inizia a strimpellare una chitarra e a cantare a squarciagola, le uniche parole comprensibili erano Picchiò Picchiò ( che poi ritroverò registrata su you tube). Il sole si alza all’orizzonte della montagna che domina la buca, la neve che ci ha accompagnato tutta la notte sommergendo le nostre tende, si è fermata. stamane inizia il rientro dall Elefantentreffen 

si smonta per il rientro dall'elefantentreffen
charly si prepara per il rientro dall'elefantentreffen

Che famo partimooooo?

Una voce da fuori la tenda chiama “ Romanooooo” lo riconosco è Charly, Massimo per chi non lo sapesse, Che famo partimo? Ebbene si il buon senso vuole che sarebbe meglio iniziare il rientro dall Elefantentreffen , una sola notte nella buca ma che notte, ho tante cose da raccontare ai nipotini. Mi alzo mi rivesto, il calore del mio corpo che durante la notte è salito fino a toccare la tenda ghiacciata , ha condensato ed è sceso su tutto sotto forma di acqua, è tutto fradicio in tenda, l’unica cosa ancora asciutta è il dentro del sacco a pelo che apro per vestirmici sopra. Esco dalla tenda, e trovo Charly già vestito che smontava la tenda e riorganizzava le sue attrezzature,

Quel caffè con che cosa l’anno fatto?

Sandro si stava alzando con me, do una guardata alla tenda che era sommersa di neve e decido che non è il caso di smontarla. Sento Paolo il bergamasco che è entusiasta di prendersela lui, e gli lascio la tenda e il materassino con la sacca che li contiene. La decisione sia per la neve  da spalare, che  per il pensiero di riportare la roba indietro, per due chilometri in salita. Accanto a me, mentre aspetto che Sandro smontasse la tenda, un olandese appena alzato, prende una ciotola di neve fresca. Con quella neve,  accende il fornello, e prepara un intruglio nerastro. Ha preso la neve dove tutti eravamo passati e speriamo dove nessuno avesse espletato i suoi bisogni notturni. Mi sale un pensiero, ma il caffè (nescafè) che ci hanno offerto i bergamaschi, con cosa l’hanno fatto? Non ci voglio pensare, era buono ma soprattutto caldo. dobbiamo affrontare il rientro dall Elefantentreffen 

va....lentina pronta per il rientro dall'elefantentreffen
sandro pronto per i rientro dall'elefantentreffen
l'alba del rientro dall'elefantentreffen
cepro all'elefantentreffen

In salta a piedi verso le moto per il rientro dall Elefantentreffen

Sono le 0930 e siamo pronti, Charly si è portato una specie di carriola che noi a Roma chiamiamo bravetta, ci ha caricato sopra tutto. Sandro ha fatto della tenda un fagotto lasciandola sul posto perché sotto il peso della neve è miseramente crollata, e ha rotto le stecche. Io ho i miei tre pezzi che non posso lasciare, ma che lascerei tanto volentieri. Stanotte ne ha fatta proprio tanta e anche i sidecar fanno fatica a salire, si crea un ingorgo infernale sulla stradina che porta alle nostre moto. Per parecchi minuti moto sidecar e persone cercano di districarsi. Sono parecchie le moto che ieri non sono riuscite ad arrivare e che stanno scendendo ora. Chiamo Pino per sapere a che ora arrivano. Mi da una brutta notizia, ieri a 30 km dalla buca dopo che sono caduti parecchie volte hanno mollato e sono tornati indietro. anche loro iniziano il rientro dall Elefatentreffen senza esserci arrivati.

Le moto sotto la neve 

Loro che hanno pernottato in un albergo li vicino, aspettano le 1000 e partono direzione Bressanone. Peccato tanta fatica e tanti km senza poter coronare il sogno. Ci vogliono quasi 2 ore per arrivare alle moto, tanto ci ho messo a percorrere 2 km sulla neve con i bagagli addosso. Massimo e Sandro sono arrivati prima di me. Massimo è distrutto, si è messo dentro il bar l’unico posto con un tetto a Solla, a riposare e a prendere qualcosa di caldo. Per fortuna mi ero portato una coperta e l’avevo messa sopra la moto, consiglio di chi mi aveva preceduto. Tolgo la neve, la coperta e cerco di togliere anche  la neve che oltre a quella scesa, una specie di spazzaneve mi aveva ammucchiato sopra la ruota.

 

va....lentina pronta per il rientro dall'elefantentreffen
riportiamo alla moto le cose per il rientro dall'elefantentreffen

Sospiro….giro la chiave e Va……lentina si mette in moto

Riesco ad infilare la chiave, tiro l’aria , incrocio le dita e premo lo start. La moto parte al primo colpo, che fortuna, avevo paura che il freddo mi avesse azzerato la batteria, Carico la moto con il motore acceso,  faccio prima di Sandro e Massimo che oltre la neve avevano due imbecilli, che gli avevano parcheggiato davanti. Per fortuna l’avevo lasciata in prima fila e non ci ho trovato nessuno ad ostacolarmi all’uscita. Esco dalla stradina della buca mezz’ora prima degli altri. Fuori sull’unico incrocio, che poi è il paese di Solla, c’è la polizia che mi  fa fermare ad aspettare gli amici. C’è un caos pazzesco, la stradina innevata è bloccata da chi non riesca più a salire e da chi imperterrito vuole scendere con la moto in buca. Fuori  è una baraonda.

Inizia il rientro dall’Elefantentreffen 

Alle 1230 anche Sandro e Massimo riescono ad uscire e mi fanno fare una strada diversa da quella che ho fatto per arrivare. È più lunga e con molta discesa ( salita per chi arriva) e probabilmente è la stessa che il resto degli amici del club non ha potuto fare a salire. Gli spazza neve l’hanno pulita ma il ghiaccio e dappertutto, ed io scendo una 20 di km orari in meno di come sarebbero scesi Massimo e Sandro. Loro sono anche oggi i miei angeli, Massimo apre la strada e Sandro si mette dietro. Mi scortano, Massimo allunga ma si accorge che non tengo il ritmo e rallenta. Sono una 20ina di interminabili km in discesa, un cartello dice di girare per l’autostrada ma Massimo prosegue dritto. 

Finalmente l’autostrada 

Andiamo a prendere l’autostrada a quella che all’andata era l’uscita 111 mentre io avevo proseguito fino alla 113. Forse abbiamo allungato, ma sia la pendenza che le condizioni della strada sono migliori, e tutto fila liscio. Imbocchiamo l’autostrada che lasceremo solo per un rifornimento, rammentate quando andate che da Monaco a Passau non ci sono distributori. Mangiamo qualcosa, e poi ci mettiamo in marcia verso Monaco. Sono le 1400 passate quando sull’autostrada che circonda Monaco ci sono kilometriche file che ci fanno rallentare. Faccio una telefonata a Pino che sta rientrando a Bressanone, e gli chiedo se hanno una stanza anche per me nel loro hotel che vorrei raggiungerli. Arriva la sera e una leggera neve scende sulle strade austriache, manca poco al confine, Sandro è andato avanti. Il Buon Massimo ha mantenuto la mia modesta media e mi ha scortato fino al confine.

Un abbraccio ai miei Angeli e di corsa a Bressanone 

Prima del casello Italiano, Sandro ci ha aspettato, ci siamo abbracciati. Loro proseguivano per casa, arrivando uno alle 2100 e l’altro alle 2300, precisamente a Brescia e a Como, io alle 1900 ero a Bressanone. Mi avevano prenotato una  stanza nel residence Carabinieri di Bressanone ospite di Pino. Mi son fatto una doccia e sono sceso dai miei amici che mi aspettavano per la cena. A parte qualche ginocchio malandato le cadute non hanno avuto conseguenze serie, e a cena mi raccontano perché non sono riusciti ad arrivare alla Buca. Ceniamo ci raccontiamo qualcosa e vado  a dormire, stremato dalla fatica. Mi ricordo solo che alle 0500 ho sentito delle voci, e mi sono reso conto che era il tv rimasto acceso.

Domani mattina si parte per casa.
Buonanotte

Lampeggi cepro

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