Sabato 05 Giugno 2010
99 Km da Roma a Civitavecchia
Partenza per il DmD 2010
Domenica 6 Giugno 2010
75 Km da Barcellona a Collbatò
Lunedì 7 Giugno 2010
555 Km da Collbatò a Vitoria-Gasteiz
Martedì 8 Giugno 2010
712 Km da Vitoria -Gasteiz a Santiago de Compostela
Mercoledì 9 Giugno 2010
286 Km da Santiago de Compostela a Oporto
Giovedì 10 Giugno 2010
351 Km da Oporto a Vimeiro Arrivo al DmD 2010
Venerdì 11 Giugno 2010
240 km Tour 3 con allungo a Fatima
Sabato 12 Giugno 2010
219 Km Tour 1 Capo de Roca
Domenica 13 Giugno 2010
622 Km da Vimeiro a Toledo
il ritorno
Lunedì 14 Giugno 2010
404 Km da Toledo a Saragozza
Martedì 15 Giugno 2010
346 Km da Saragozza a Barcellona
Mercoledì 16 Giugno 2010
Km 115 da Civitavecchia a casa
DmD 2010 Vimeiro (P)
Domenica 13 Giugno
Da Vimeiro (P)
A Toledo(E)
Km 622
Fine Dmd e ritorno a casa
il DmD è finito e alla spicciolata ogni partecipante al DmD riparte. Non manca qualche lacrimuccia e seppur si è fatta amicizia con tutti, con alcuni è dura doverli salutare e dover attendere un’anno intero per rivederli. Fatta colazione, siamo al parcheggio delle moto pronti per andare direzione Toledo, lascio un ricordo alla mia amica Contessa Elsa, attacco all’antenna della moto del suo compagno, una bandiera con scritto “Elasa un Beso para ti” e la mia firma. Quella bandiera la rivedrò nel 2022 in Belgio al raduno di Koksijde, quando Elsa tornata a un DmD dopo 12 anni, me la porta in visione a ricordo di un’amicizia che non tramonterà mai.
Direzione Toledo
Alle 09:15 salutati tutti gli amici partiamo direzione Toledo, Claudio a fare l’apripista e io dietro a lui. Dopo qualche chilometro si affianca una moto, sono Esthel e Maik anche loro di ritorno a casa, e ne approfittiamo per ulteriori saluti, e un ultimo brindisi.
A malincuore lasciamo andare Esthel e Maik la loro andatura è superiore alla nostra, e pian pianino stiamo arrivando al confine tra Portogallo e Spagna sempre diretti a Toledo: Claudio all’interno del casco, continua a contare, fa discorsi interminabili tra lui e lui, somma numeri a non finire, non si rende conto che io con l’interfono sento tutto e mi ammazzo di risate. Però ad un certo punto interrompe i conteggi e dice: “Ho fame ci fermiamo a mangiare qualcosa?” Abbiamo passato da 100 metri un paese (Ladoeiro), Claudio aveva visto un bar aperto, torniamo indietro, scendiamo, e dentro al bar il nulla, al bancone una signora anziana, un cornetto rinseccolito, un’aranciata solo calda , panini neanche a parlarne, però in qualche maniera ci fa capire che 30 metri indietro sulla sinistra c’era un specie di ristorante. Tale Flor Da Campina Galvao
Un piacere inaspettato
saliamo le scalette ed entriamo, il locale era pieno, poteva esserci visto il periodo una comunione, non sembrava un matrimonio, sposi non ce n’erano, i tavoli in laminato con le gambe in metallo anni 50, le sedie in Sky con i sedili tagliati e la spugna a vista, non dava troppa fiducia, ( la foto sopra presa da Google maps nel 2023 fa vedere il locale rinnovato).
Al bancone Claudio chiede due panini, e il tipo ci fa cenno di sederci nell’unico tavolo libero. Facciamo capire che andiamo di fretta volevamo qualcosa a portar via, e lui ci risponde: “soy muy rapido”. Non troppo convinti ci sediamo, c’era talmente tanta gente che prima che avessero servito noi passavano ore. Neanche ci sediamo e ci porta un zuppiera con un minestrone di fagioli e baccalà con verze, ( in portogallo hanno 366 ricette di baccalà una per ogni giorno dell’anno anche se bisestile)
Il piatto di cervo
era veramente buona e con la zuppiera ci sono venuti due piatti per ognuno, che da soli bastavano a saziarci. Arriva un giovane, che poi crediamo di aver individuato come il figlio del proprietario, cerca di spiegarci cosa c’era per menù del giorno, non riusciamo proprio farci capire, e fa cenno di pensarci lui. Neanche dopo 30 secondi ci porta 4 vassoi ovali diciamo 30×15 con 4 porzioni e contorni, ricordo bene una di cervo, una di arista di maiale, un di pollo e una di carne, cavolo ne assaggiamo un pò per uno, erano buonissime, torna il ragazzo e ci chiede quale ci fossero piaciute di più Claudio indica L’arista, a me era piaciuto il cervo.
Mentre ci riposiamo dall’abbuffata, torna il ragazzo con 2 vassoi il doppio più grandi diciamo 50×30, uno con il cervo per me e l’altro con l’arista per Claudio entrambi con contorno di riso e patate. Bhe abbiamo capito ora che i primi 4 vassoi erano gli assaggi per farci capire cosa c’era a pranzo. Sotto vedete uno dei 4 assaggi e di lato il definitivo.
quince para los dos
Erano appena passati 10 minuti ed eravamo satolli, e mancano ancora il dolce, le fragole e il caffè ( che a dirvela tutta è stato il migliore sulla penisola iberica). In 30 minuti eravamo distrutti, ora non avevamo più fretta, mi alzo per andare al bagno e passo con l’occasione anche a pagare, chiedo il conto, e mi dice, “quince” penso tra me e me che si spende poco in questo posto, prendo 30.00 euro e glieli porgo, e lui mi sorride e mi dice “quince para los dos” Li per li non comprendo bene, mi sembrava impossibile, abbiamo speso 15,00 in due per tutto quello che avevamo mangiato. Abbiamo preso le coordinate di quel posto giurando di tornarci prima o poi. Se vi capita fatelo anche voi, ne vale la pena.
Con la pancia piena verso Toledo.
Passiamo il confine e andiamo verso Toledo, abbiamo perso un’altra ora, arriviamo all’Hotel Eurostars (39.872460, -4.023800) alle ore 20:30 circa e complice il fuso orario ora il sole tramonta un’ora prima di come eravamo abituati in portogallo.
Quanto mi è piaciuto toledo, una cittadina medioevale, peccato che lasciati i bagagli in stanza, si è fatto buio subito, ma anche di notte Toledo ha il suo fascino. Stasera con l’abbuffata di pranzo anche le tapas bastano a saziarci, A Toledo bisognerà tornarci, non può essere una cittadina da una visita e via, ma ora bisogna pur dormire, pertanto Buonanotte a domani che si va verso Madrid meta Saragozza.